Transizione energetica: NEST e MAES lanciano un nuovo programma di cooperazione internazionale
Un'iniziativa strategica rafforza il ruolo dell'Italia nella transizione energetica globale e crea nuove connessioni tra università, imprese e istituzioni dei Paesi del Mediterraneo, dell'Africa e del Medio Oriente
La Fondazione NEST - Network for Energy Sustainable Transition e la Fondazione MAES - Mediterranean Academy for Energy & Sustainability annunciano oggi l'avvio di un nuovo programma internazionale volto a promuovere la diffusione della conoscenza scientifica e il trasferimento tecnologico nell'Africa Mediterranea, Sub-Sahariana e nel Medio Oriente.
L'iniziativa rappresenta un passo significativo nella strategia italiana di rafforzamento del proprio ruolo nella transizione energetica globale, offrendo una piattaforma di cooperazione capace di unire ricerca avanzata, innovazione industriale e diplomazia scientifica.
UN PROGRAMMA NATO PER CONSOLIDARE UN ECOSISTEMA EURO-MEDITERRANEO DELLA SOSTENIBILITÀ
Il progetto si inserisce nel quadro delle attività del Partenariato Esteso NEST - uno tra i principali soggetti italiani ad occuparsi di ricerca e sviluppo nell'ambito della transizione energetica verde - e nasce con l'obiettivo di:
- valorizzare competenze scientifiche e tecnologiche di eccellenza maturate in Italia;
- metterle a sistema con le esigenze specifiche dei Paesi partner;
- costruire un network stabile che favorisca innovazione, autonomia energetica e sviluppo locale.
L'iniziativa risponde inoltre alla crescente domanda, proveniente dai Paesi del Mediterraneo allargato, di soluzioni energetiche integrate, formazione avanzata e strumenti tecnologici adatti ai contesti emergenti, anche in vista degli impegni internazionali in materia di climate action e sicurezza energetica.
QUATTRO ASSI STRATEGICI PER UNA COOPERAZIONE DI LUNGO PERIODO
Il programma si fonda su quattro linee di intervento progettate per generare un impatto sistemico:
1. Trasferimento tecnologico e modelli avanzati di gestione energetica. Saranno condivise tecnologie e soluzioni sviluppate da NEST, tra cui sistemi energetici integrati, modelli digital twin, co-simulazioni in tempo reale, power hardware-in-the-loop e strumenti predittivi in grado di ottimizzare produzione, distribuzione e consumo dell'energia.
2. Formazione, capacity building e scambi accademici. Sono previsti programmi formativi, workshop, seminari e percorsi di aggiornamento dedicati a ricercatori, tecnici, funzionari pubblici e studenti, con particolare attenzione ai temi dell'innovazione energetica, della sostenibilità e della gestione avanzata delle infrastrutture
3. Rete euro-mediterranea della ricerca. Il programma favorisce la nascita di una rete stabile tra università italiane e istituzioni accademiche dei Paesi partner. L'obiettivo è sviluppare progetti di ricerca congiunti, dottorati internazionali, iniziative di mobilità e partenariati di co-sviluppo che coinvolgano anche il settore industriale.
4. Sviluppo locale e collaborazioni con le imprese. Il progetto mira a sostenere la creazione di nuove opportunità economiche nei mercati emergenti, adattando tecnologie alle specificità locali e avviando progetti dimostrativi in collaborazione con imprese territoriali e organismi istituzionali.
<> commenta Francesco Cupertino, Presidente di Fondazione NEST. <>.
<> sottolinea Domenico Villacci, Presidente di Fondazione MAES. <>.
UNA GEOGRAFIA STRATEGICA DI PAESI COINVOLTI
In questa prima fase, il programma interesserà Paesi chiave dell'Africa Mediterranea - Tunisia, Marocco, Algeria, Egitto, Cipro - e attori di rilievo del Medio Oriente come Qatar, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti. A questi si aggiungono partner dell'Africa Sub-Sahariana, tra cui Tanzania, Camerun, Liberia, selezionati sulla base del loro potenziale energetico, della vivacità dei sistemi universitari e della rilevanza regionale. Questa geografia riflette una visione strategica che punta a costruire un continuum euro-mediterraneo e africano nell'ambito della sostenibilità energetica, integrando le specificità locali all'interno di un quadro di cooperazione scientifica multilaterale.
Nella seconda fase, il programma sarà esteso ad Angola, Costa d'Avorio, Etiopia, Ghana, Kenya, Mauritania, Mozambico, Repubblica del Congo, Senegal, Togo e Uganda. Si tratta di Paesi che presentano un significativo potenziale infrastrutturale, energetico e agricolo, con sistemi formativi in crescita e una rilevante posizione strategica, demografica e geografica nel contesto africano.
OPPORTUNITÀ PER UNIVERSITÀ, ISTITUZIONI E IMPRESE
Grazie al programma, gli attori dei Paesi coinvolti potranno:
- accedere al know-how sviluppato dal partenariato italiano pubblico-privato dedicato alla transizione energetica;
- partecipare a percorsi formativi e a scambi accademici internazionali;
- entrare in reti di ricerca globali e multidisciplinari;
- contribuire a progetti dimostrativi ad alto impatto territoriale;
- intercettare nuovi finanziamenti per ricerca, innovazione e sviluppo tecnologico.
L'iniziativa rappresenta un passo significativo nella strategia italiana di rafforzamento del proprio ruolo nella transizione energetica globale, offrendo una piattaforma di cooperazione capace di unire ricerca avanzata, innovazione industriale e diplomazia scientifica.
UN PROGRAMMA NATO PER CONSOLIDARE UN ECOSISTEMA EURO-MEDITERRANEO DELLA SOSTENIBILITÀ
Il progetto si inserisce nel quadro delle attività del Partenariato Esteso NEST - uno tra i principali soggetti italiani ad occuparsi di ricerca e sviluppo nell'ambito della transizione energetica verde - e nasce con l'obiettivo di:
- valorizzare competenze scientifiche e tecnologiche di eccellenza maturate in Italia;
- metterle a sistema con le esigenze specifiche dei Paesi partner;
- costruire un network stabile che favorisca innovazione, autonomia energetica e sviluppo locale.
L'iniziativa risponde inoltre alla crescente domanda, proveniente dai Paesi del Mediterraneo allargato, di soluzioni energetiche integrate, formazione avanzata e strumenti tecnologici adatti ai contesti emergenti, anche in vista degli impegni internazionali in materia di climate action e sicurezza energetica.
QUATTRO ASSI STRATEGICI PER UNA COOPERAZIONE DI LUNGO PERIODO
Il programma si fonda su quattro linee di intervento progettate per generare un impatto sistemico:
1. Trasferimento tecnologico e modelli avanzati di gestione energetica. Saranno condivise tecnologie e soluzioni sviluppate da NEST, tra cui sistemi energetici integrati, modelli digital twin, co-simulazioni in tempo reale, power hardware-in-the-loop e strumenti predittivi in grado di ottimizzare produzione, distribuzione e consumo dell'energia.
2. Formazione, capacity building e scambi accademici. Sono previsti programmi formativi, workshop, seminari e percorsi di aggiornamento dedicati a ricercatori, tecnici, funzionari pubblici e studenti, con particolare attenzione ai temi dell'innovazione energetica, della sostenibilità e della gestione avanzata delle infrastrutture
3. Rete euro-mediterranea della ricerca. Il programma favorisce la nascita di una rete stabile tra università italiane e istituzioni accademiche dei Paesi partner. L'obiettivo è sviluppare progetti di ricerca congiunti, dottorati internazionali, iniziative di mobilità e partenariati di co-sviluppo che coinvolgano anche il settore industriale.
4. Sviluppo locale e collaborazioni con le imprese. Il progetto mira a sostenere la creazione di nuove opportunità economiche nei mercati emergenti, adattando tecnologie alle specificità locali e avviando progetti dimostrativi in collaborazione con imprese territoriali e organismi istituzionali.
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UNA GEOGRAFIA STRATEGICA DI PAESI COINVOLTI
In questa prima fase, il programma interesserà Paesi chiave dell'Africa Mediterranea - Tunisia, Marocco, Algeria, Egitto, Cipro - e attori di rilievo del Medio Oriente come Qatar, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti. A questi si aggiungono partner dell'Africa Sub-Sahariana, tra cui Tanzania, Camerun, Liberia, selezionati sulla base del loro potenziale energetico, della vivacità dei sistemi universitari e della rilevanza regionale. Questa geografia riflette una visione strategica che punta a costruire un continuum euro-mediterraneo e africano nell'ambito della sostenibilità energetica, integrando le specificità locali all'interno di un quadro di cooperazione scientifica multilaterale.
Nella seconda fase, il programma sarà esteso ad Angola, Costa d'Avorio, Etiopia, Ghana, Kenya, Mauritania, Mozambico, Repubblica del Congo, Senegal, Togo e Uganda. Si tratta di Paesi che presentano un significativo potenziale infrastrutturale, energetico e agricolo, con sistemi formativi in crescita e una rilevante posizione strategica, demografica e geografica nel contesto africano.
OPPORTUNITÀ PER UNIVERSITÀ, ISTITUZIONI E IMPRESE
Grazie al programma, gli attori dei Paesi coinvolti potranno:
- accedere al know-how sviluppato dal partenariato italiano pubblico-privato dedicato alla transizione energetica;
- partecipare a percorsi formativi e a scambi accademici internazionali;
- entrare in reti di ricerca globali e multidisciplinari;
- contribuire a progetti dimostrativi ad alto impatto territoriale;
- intercettare nuovi finanziamenti per ricerca, innovazione e sviluppo tecnologico.
Parole chiave: Transizione energetica
- Air Liquide Italia
- Elettricità futura
- Coralsun
- Gianni Silvestrini
- IEA International Energy Agency
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