L'imponente evoluzione delle Navi da Crociera
Paolo Chiostra - Ordine Ingegneri Milano
Ogni singola nave fa storia a sé, specialmente se ci si riferisce ad imbarcazioni di medie e grandi dimensioni. Esistono sì navi sorelle che condividono quasi del tutto le caratteristiche, ma dal momento del battesimo alla demolizione ogni viaggio può raccontare storie uniche e interessanti. Possono anche cambiare di proprietà e nome ma ognuna è e rimane un piccolo mondo a parte, un'eterotopia, associata al destino delle persone che trasporta, isolate dal resto del mondo per settimane o anche mesi.
La CLIA (Cruise Lines International Association) si è impegnata a far raggiungere alle flotte degli aderenti il Net Zero, cioè l'azzeramento delle emissioni nette di carbonio, entro il 2050.
Ciò è ancora più vero per le navi da crociera, le Cruise liners, in cui migliaia di anime si trovano a convivere in spazi tutto sommati ristretti con il principale scopo di trascorrere momenti di svago.
Con il diffondersi del benessere e della disponibilità economica, i viaggi di piacere, una volta appannaggio di pochi fortunati, hanno trovato ampia diffusione tanto da trasformarsi in un fatto di massa.
È in questo contesto che le crociere sono diventate di moda e l'industria associata e l'indotto ne hanno tratto grande
beneficio.
Si può affermare che il moderno business delle crociere ha avuto inizio a cavallo tra gli anni '60 e '70 con le compagnie Norwegian Caribbean Line (1966), attualmente Norwegian Cruise Line, Royal Caribbean International (1970) e Carnival Cruise Lines (1972).
Per aumentare i guadagni si doveva trasformare un mercato di nicchia in uno di massa e, nel tempo, l'obiettivo è stato raggiunto attraverso un discreto numero di imbarcazioni con capienza sempre maggiore.
Nonostante le crisi ricorrenti, la crescita si è attestata intorno al 7% annuo e, già 10 anni fa, nel 2015, sono stati trasportati globalmente 22,5 milioni di passeggeri (Mpax) e perfino durante il 2020, anno della pandemia, si raggiunsero comunque i 7,5 Mpax.
Così, se nel 1970 le navi avevano una capienza intorno ai 1.000 pax, nel 1990 se ne varavano con capacità di 2.000 - 3.000 pax e negli anni 2010 sono comparse imbarcazioni giganti da oltre 5.000 pax.
Il mercato, peraltro, è concentrato nelle mani di pochi gruppi e la domanda è creata attraverso prezzi, branding e marketing.
Attualmente quattro conglomerati: Carnival Lines, Royal Caribbean Cruises, Norwegian Cruise Lines e MSC Cruises coprono oltre il 95% della domanda, con poi Carnival e Royal Caribbean che ne soddisfano ben il 70%.
In Tabella 1 nel PDF sono riportate le più note compagnie del settore, il numero di navi e il fatturato approssimativo, riferito all'anno 2021.
La branca crocieristica è comunque minoritaria rispetto al fenomenoturistico in generale, rappresentando solo un 2%, e per riempire le navi si punta sui prezzi e su specifici tour.
Negli Stati Uniti, circa il 3% della popolazione sceglie annualmente la crociera con alcuni che ne fanno più di una. L'età media, nonostante l'invecchiamento della popolazione, è in diminuzione, passando dagli originali 65 anni ai 45.
Le rotte principali si snodano tra i Caraibi (48 M letti giorno), il Mediterraneo (36) e il Nord Europa (14); a seguire Oceania (6,5) e Alaska (6), con poi Sud America e Estremo Oriente.
I Caraibi e il Mediterraneo offrono crociere tutto l'anno anche in bassa stagione mentre altre zone soffrono di stagionalità (si pensi al Nord Europa e ai fiordi norvegesi), cosicché è possibile che alcune navi siano riposizionate per sfruttare i periodi favorevoli.
Naturalmente, esistono anche compagnie minori che si dedicano a target molto particolari e esclusivi, come ad esempio: Variety Cruises (yacht), Star Clippers (velieri), Hurtigruten (fiordi e isole norvegesi), A-ROSA (crociere fluviali), CroisiEurope (fiumi, canali, mare), Luftner Cruises - Amadeus (crociere a tema).
I numeri del 2023 rilasciati dall'associazione di categoria Cruise Lines International Association (CLIA), che raccoglie 59 membri, parlano da soli: 32 Mpax, 168 miliardi di US$ di fatturato diretto, 306 navi.
La spesa media per turista e per porto visitato è di 96 $/giorno in cibo, bevande, visite a musei e amenità locali e in acquisti,
contribuendo alla crescita delle comunità locali.
Le navi da crociera, in termini di stazza lorda, sono solo il 3% sul totale del traffico navale commerciale, oltretutto, le più moderne sono equipaggiate con motori efficienti e multifuel: ad esempio, la Classe "Icon of the Seas", alimentate a Oil e LNG (Liquid Natural Gas).
Però, l'impatto emissivo specifico è più elevato rispetto al resto della marineria che somma il 2,5-3% a livello globale, per via dell'elevato consumo energetico (hotel, piscine, aria condizionata). Comunque,
rispetto al 2018 si è avuta una riduzione del 16% di emissioni nonostante la crescita delle flotte e delle potenze. Indipendentemente dalle dimensioni dei mezzi, la CLIA si è impegnata a far raggiungere alle flotte degli aderenti il Net Zero, cioè l'azzeramento delle emissioni nette di carbonio, entro il 2050.
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Con il diffondersi del benessere e della disponibilità economica, i viaggi di piacere, una volta appannaggio di pochi fortunati, hanno trovato ampia diffusione tanto da trasformarsi in un fatto di massa.
È in questo contesto che le crociere sono diventate di moda e l'industria associata e l'indotto ne hanno tratto grande
beneficio.
Si può affermare che il moderno business delle crociere ha avuto inizio a cavallo tra gli anni '60 e '70 con le compagnie Norwegian Caribbean Line (1966), attualmente Norwegian Cruise Line, Royal Caribbean International (1970) e Carnival Cruise Lines (1972).
Per aumentare i guadagni si doveva trasformare un mercato di nicchia in uno di massa e, nel tempo, l'obiettivo è stato raggiunto attraverso un discreto numero di imbarcazioni con capienza sempre maggiore.
Nonostante le crisi ricorrenti, la crescita si è attestata intorno al 7% annuo e, già 10 anni fa, nel 2015, sono stati trasportati globalmente 22,5 milioni di passeggeri (Mpax) e perfino durante il 2020, anno della pandemia, si raggiunsero comunque i 7,5 Mpax.
Così, se nel 1970 le navi avevano una capienza intorno ai 1.000 pax, nel 1990 se ne varavano con capacità di 2.000 - 3.000 pax e negli anni 2010 sono comparse imbarcazioni giganti da oltre 5.000 pax.
Il mercato, peraltro, è concentrato nelle mani di pochi gruppi e la domanda è creata attraverso prezzi, branding e marketing.
Attualmente quattro conglomerati: Carnival Lines, Royal Caribbean Cruises, Norwegian Cruise Lines e MSC Cruises coprono oltre il 95% della domanda, con poi Carnival e Royal Caribbean che ne soddisfano ben il 70%.
In Tabella 1 nel PDF sono riportate le più note compagnie del settore, il numero di navi e il fatturato approssimativo, riferito all'anno 2021.
La branca crocieristica è comunque minoritaria rispetto al fenomenoturistico in generale, rappresentando solo un 2%, e per riempire le navi si punta sui prezzi e su specifici tour.
Negli Stati Uniti, circa il 3% della popolazione sceglie annualmente la crociera con alcuni che ne fanno più di una. L'età media, nonostante l'invecchiamento della popolazione, è in diminuzione, passando dagli originali 65 anni ai 45.
Le rotte principali si snodano tra i Caraibi (48 M letti giorno), il Mediterraneo (36) e il Nord Europa (14); a seguire Oceania (6,5) e Alaska (6), con poi Sud America e Estremo Oriente.
I Caraibi e il Mediterraneo offrono crociere tutto l'anno anche in bassa stagione mentre altre zone soffrono di stagionalità (si pensi al Nord Europa e ai fiordi norvegesi), cosicché è possibile che alcune navi siano riposizionate per sfruttare i periodi favorevoli.
Naturalmente, esistono anche compagnie minori che si dedicano a target molto particolari e esclusivi, come ad esempio: Variety Cruises (yacht), Star Clippers (velieri), Hurtigruten (fiordi e isole norvegesi), A-ROSA (crociere fluviali), CroisiEurope (fiumi, canali, mare), Luftner Cruises - Amadeus (crociere a tema).
I numeri del 2023 rilasciati dall'associazione di categoria Cruise Lines International Association (CLIA), che raccoglie 59 membri, parlano da soli: 32 Mpax, 168 miliardi di US$ di fatturato diretto, 306 navi.
La spesa media per turista e per porto visitato è di 96 $/giorno in cibo, bevande, visite a musei e amenità locali e in acquisti,
contribuendo alla crescita delle comunità locali.
Le navi da crociera, in termini di stazza lorda, sono solo il 3% sul totale del traffico navale commerciale, oltretutto, le più moderne sono equipaggiate con motori efficienti e multifuel: ad esempio, la Classe "Icon of the Seas", alimentate a Oil e LNG (Liquid Natural Gas).
Però, l'impatto emissivo specifico è più elevato rispetto al resto della marineria che somma il 2,5-3% a livello globale, per via dell'elevato consumo energetico (hotel, piscine, aria condizionata). Comunque,
rispetto al 2018 si è avuta una riduzione del 16% di emissioni nonostante la crescita delle flotte e delle potenze. Indipendentemente dalle dimensioni dei mezzi, la CLIA si è impegnata a far raggiungere alle flotte degli aderenti il Net Zero, cioè l'azzeramento delle emissioni nette di carbonio, entro il 2050.
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Fonte: La Termotecnica dicembre 2025
Parole chiave: Decarbonizzazione, Termotecnica
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