Intelligenza Artificiale: quella tecnologia che anticipa il domani da applicare responsabilmente
Nel bene e nel male, con costi ed effetti molteplici. In primis quelli dovuti alla crescita dei suoi consumi energetici che, secondo la International Energy Agency (IEA), vedi Figura 1 e 2 nel PDF, e altri osservatori, arriveranno a costituire a fine decade la metà dell'assorbimento complessivo dei Data Center, il quale potrà raggiungere alla stessa data la quota del 3% del consumo elettrico globale. Il doppio rispetto all'1,5% del 2024. Una tendenza sostenuta dal progressivo incremento dei DC, in termini di potenza e di numero, pari quest'ultimo attualmente a circa 12.000 (Figura 3 nel PDF). Una conseguenza del
contemporaneo espandersi della digitalizzazione e dello sviluppo
dell'IA.
Nell'editoriale che apre questo numero ho cercato di immaginare cosa propone l'avvenire.
Un futuro minacciato dall'evidente incapacità della governance globale di contenere l'autoreferenzialità di economia e finanza e di ridurre la conseguente conflittualità economica e sociale, facendo leva su uno sviluppo più avveduto e consapevole. Su una cultura della responsabilità e sostenibilità che appare, a tal fine impotente, perché influenzata dall'assetto "connettivo" assunto dalla trasmissione della conoscenza, veicolata dalla dilagante digitalizzazione, come tale molto pervasiva.
Un sapere che si accumula e cresce rapidamente, anche sulla scorta dei dati che lasciamo in rete, con modalità distorte dalla diffusione di informazioni analizzate ed elaborate ad arte.
Notizie sulla cui base vengono indicate convenienze che privilegiano interessi particolari, censurando faziosamente le scelte.
Uno scibile che porta alcuni a credere che siano già disponibili mezzi e dati sufficienti per consentire alle élite che li detengono di pianificare e imporre nuove forme d'ordine, sottovalutando l'aleatorietà del domani.
Prospettive che preoccupano contrariamente altri, che arrivano a evocare quelle descritte dalla letteratura distopica.
A partire dal saggio "Il mondo nuovo" (Penguin Books, 1932) dello scrittore inglese Aldous Huxley (1894-1963), che descrive una
società totalitaria votata al produttivismo, dove non c'è spazio per l'individualità e per opinioni dissenzienti e dove l'infelicità è curata con l'assunzione obbligatoria di una droga euforizzante somministrata e controllata dallo Stato.
O da 1984 (Nineteen Eighty- Four, Penguin Books, 1949), il più famoso romanzo di George Orwell (1903-1950), allievo di Huxley a Eton, che preconizza uno Stato totalitario governato dal Grande Fratello, nel quale operano sistemi capillari di sorveglianza, di repressione della libertà, di inquadramento disciplinare dei comportamenti del popolo, controllandone e valutandone il pensiero.
O piuttosto, una decina di anni dopo, dall'altrettanto noto romanzo di Anthony Burgess (1917-1993) "Arancia Meccanica". Un altro romanzo sul condizionamento delle scelte che riducono o annullano il libero arbitrio, che descrive gli effetti di una terapia cui sono sottoposti i delinquenti per renderli incapaci di scegliere il male, descrivendo le conseguenze negative che ne derivano.
Scenari dell'irrealtà, ovviamente, che i più improvvidi forse non temono, anzi vorrebbero si realizzassero per conseguire una maggiore, presunta sicurezza. Situazioni immaginarie, ma potenziali, che la politica sembra non percepire, escludere o minimizzare, dato che la sua azione appare debole e inefficace per prevenire e rimuovere il pericolo che la transizione in corso degeneri in una crisi sistemica.
In una frattura che leda profondamente il tessuto sociale, destabilizzandolo e disgregando, così, le basi dell'economia e della convivenza civile. Un vulnus indotto, pertanto, dal passaggio epocale che stiamo attraversando. Visto che non si tratta solo di un avanzamento tecnologico che avviene con incredibile velocità, ma di una trasformazione drastica della trasmissione del sapere.
Di uno scambio di informazioni attuato direttamente, senza o con la scarsa tutela di un'oggettiva, valida intermediazione. Quindi, in un contesto che può condizionare profondamente l'interazione uomo-conoscenza e determinare le inquietanti conseguenze che ne conseguono in termini di comportamenti e decisioni. In quanto siamo di fronte alla discontinuità creata dalla rapida evoluzione di server e algoritmi che rendono disponibili applicazioni dell'intelligenza artificiale (IA) dirompenti e sempre più performanti.
A un futuro per ciò molto attrattivo, che si vuole raggiungere al più presto, per l'ampliamento delle comodità e facoltà del vivere che abilita il connubio tra l'IA e la tecnologia, arrivato a caratterizzare massivamente il mercato dei prodotti di uso corrente.
Questo, con nuove generazioni di smartphone, già esistenti, che diventano assistenti personali capaci di riassumere testi,
generare immagini, tradurre conversazioni e riscrivere messaggi, di pc che elaborano localmente modelli e funzioni, consentendo di ridurre la dipendenza dal cloud e rendendo disponibile l'IA anche offline.
Cui si aggiungono altri dispositivi smart, tra i quali quelli indossabili, che avviano una mutazione di fondo della quotidianità, scarsamente percepita, che sarà, però, rivoluzionaria. Perché modifica le fondamenta della nostra relazione con il mondo fisico, estendendo e amplificando le percezioni e accrescendo le capacità di coordinamento e azione del sistema nervoso, pure a grande distanza.
Ne sono esempi i nuovi auricolari, sin d'ora fruibili, evoluti in un'interfaccia linguistica che assicura una traduzione simultanea in tempo reale: il che significa poter parlare nella propria lingua e ascoltare direttamente la traduzione della risposta dell'interlocutore.
E gli occhiali intelligenti, capaci di riconoscere ciò che si vede, di fornire informazioni contestuali, di suggerire azioni istantanee, traducendo segnali, indicazioni e conversazioni.
E ancora, la crescente diffusione di apparecchiature che monitorano l'ambiente in generale e che potranno reagire automaticamente a quanto accade.
Ciò, con telecamere che comprenderanno sempre meglio quanto inquadrano, distinguendo persone, animali, veicoli, seguendo i movimenti, e che potranno prendere decisioni autonome, azionando attuatori e pilotando robot. Impieghi avveniristici, i cui prodromi sono già in atto, tuttavia, e mostrano che l'IA potrà infiltrare capillarmente e potenziare, ma pure condizionare, la connessione tra le persone, tra l'uomo e l'ambiente, tra le componenti di quest'ultimo.
In tal modo, l'intero ecosistema nel suo complesso.
Con il risultato finale, in ultima analisi, di osservare e classificare globalmente il mondo fisico, rendendone disponibile il contenuto per un utilizzo centralizzato, che deve essere, però, a vantaggio dell'interesse collettivo e, dunque, ben referenziato. Dato che l'IA potrà travalicare il confine tra l'essere una mera applicazione e divenire una caratteristica strutturale dell'ossatura che muove il pianeta.
Costi, sviluppi e valenze
Nel bene e nel male, con costi ed effetti molteplici. In primis quelli dovuti alla crescita dei suoi consumi energetici che, secondo la International Energy Agency (IEA), vedi Figura 1 e 2 nel PDF, e altri osservatori, arriveranno a costituire a fine decade la metà dell'assorbimento complessivo dei Data Center, il quale potrà raggiungere alla stessa data la quota del 3% del consumo elettrico globale.
Il doppio rispetto all'1,5% del 2024.
Una tendenza sostenuta dal progressivo incremento dei DC, in termini di potenza e di numero, pari quest'ultimo
attualmente a circa 12.000 (Figura 3 nel PDF).
Una conseguenza del contemporaneo espandersi della digitalizzazione e dello sviluppo dell'IA, che stanno esercitando una pressione al rialzo sui prezzi dell'elettricità.
Assorbimenti elettrici e costi destinati ad aumentare, come confermano gli indicatori regionali, visto che nel 2024 i quasi 5.000 DC statunitensi hanno consumato 180TWh, circa il 4% della domanda totale statunitense di 4.200 TWh nel 2025, secondo gli ultimi dati della Energy Information Administration (EIA).
Una richiesta che le proiezioni dicono potrebbe più che raddoppiare entro il 2030, raggiungendo negli USA 426 TWh, mentre gli addebiti delle bollette elettriche residenziali sono cresciuti mediamente più di 1/4 in 5 anni, passando da 114 $ al mese nel 2020 a 142 nel 2025.
Un trend ulteriormente confermato dal fatto che gli Stati USA con il più alto numero di DC hanno registrato incrementi dei prezzi elettrici.
Continua nel PDF
Un futuro minacciato dall'evidente incapacità della governance globale di contenere l'autoreferenzialità di economia e finanza e di ridurre la conseguente conflittualità economica e sociale, facendo leva su uno sviluppo più avveduto e consapevole. Su una cultura della responsabilità e sostenibilità che appare, a tal fine impotente, perché influenzata dall'assetto "connettivo" assunto dalla trasmissione della conoscenza, veicolata dalla dilagante digitalizzazione, come tale molto pervasiva.
Un sapere che si accumula e cresce rapidamente, anche sulla scorta dei dati che lasciamo in rete, con modalità distorte dalla diffusione di informazioni analizzate ed elaborate ad arte.
Notizie sulla cui base vengono indicate convenienze che privilegiano interessi particolari, censurando faziosamente le scelte.
Uno scibile che porta alcuni a credere che siano già disponibili mezzi e dati sufficienti per consentire alle élite che li detengono di pianificare e imporre nuove forme d'ordine, sottovalutando l'aleatorietà del domani.
Prospettive che preoccupano contrariamente altri, che arrivano a evocare quelle descritte dalla letteratura distopica.
A partire dal saggio "Il mondo nuovo" (Penguin Books, 1932) dello scrittore inglese Aldous Huxley (1894-1963), che descrive una
società totalitaria votata al produttivismo, dove non c'è spazio per l'individualità e per opinioni dissenzienti e dove l'infelicità è curata con l'assunzione obbligatoria di una droga euforizzante somministrata e controllata dallo Stato.
O da 1984 (Nineteen Eighty- Four, Penguin Books, 1949), il più famoso romanzo di George Orwell (1903-1950), allievo di Huxley a Eton, che preconizza uno Stato totalitario governato dal Grande Fratello, nel quale operano sistemi capillari di sorveglianza, di repressione della libertà, di inquadramento disciplinare dei comportamenti del popolo, controllandone e valutandone il pensiero.
O piuttosto, una decina di anni dopo, dall'altrettanto noto romanzo di Anthony Burgess (1917-1993) "Arancia Meccanica". Un altro romanzo sul condizionamento delle scelte che riducono o annullano il libero arbitrio, che descrive gli effetti di una terapia cui sono sottoposti i delinquenti per renderli incapaci di scegliere il male, descrivendo le conseguenze negative che ne derivano.
Scenari dell'irrealtà, ovviamente, che i più improvvidi forse non temono, anzi vorrebbero si realizzassero per conseguire una maggiore, presunta sicurezza. Situazioni immaginarie, ma potenziali, che la politica sembra non percepire, escludere o minimizzare, dato che la sua azione appare debole e inefficace per prevenire e rimuovere il pericolo che la transizione in corso degeneri in una crisi sistemica.
In una frattura che leda profondamente il tessuto sociale, destabilizzandolo e disgregando, così, le basi dell'economia e della convivenza civile. Un vulnus indotto, pertanto, dal passaggio epocale che stiamo attraversando. Visto che non si tratta solo di un avanzamento tecnologico che avviene con incredibile velocità, ma di una trasformazione drastica della trasmissione del sapere.
Di uno scambio di informazioni attuato direttamente, senza o con la scarsa tutela di un'oggettiva, valida intermediazione. Quindi, in un contesto che può condizionare profondamente l'interazione uomo-conoscenza e determinare le inquietanti conseguenze che ne conseguono in termini di comportamenti e decisioni. In quanto siamo di fronte alla discontinuità creata dalla rapida evoluzione di server e algoritmi che rendono disponibili applicazioni dell'intelligenza artificiale (IA) dirompenti e sempre più performanti.
A un futuro per ciò molto attrattivo, che si vuole raggiungere al più presto, per l'ampliamento delle comodità e facoltà del vivere che abilita il connubio tra l'IA e la tecnologia, arrivato a caratterizzare massivamente il mercato dei prodotti di uso corrente.
Questo, con nuove generazioni di smartphone, già esistenti, che diventano assistenti personali capaci di riassumere testi,
generare immagini, tradurre conversazioni e riscrivere messaggi, di pc che elaborano localmente modelli e funzioni, consentendo di ridurre la dipendenza dal cloud e rendendo disponibile l'IA anche offline.
Cui si aggiungono altri dispositivi smart, tra i quali quelli indossabili, che avviano una mutazione di fondo della quotidianità, scarsamente percepita, che sarà, però, rivoluzionaria. Perché modifica le fondamenta della nostra relazione con il mondo fisico, estendendo e amplificando le percezioni e accrescendo le capacità di coordinamento e azione del sistema nervoso, pure a grande distanza.
Ne sono esempi i nuovi auricolari, sin d'ora fruibili, evoluti in un'interfaccia linguistica che assicura una traduzione simultanea in tempo reale: il che significa poter parlare nella propria lingua e ascoltare direttamente la traduzione della risposta dell'interlocutore.
E gli occhiali intelligenti, capaci di riconoscere ciò che si vede, di fornire informazioni contestuali, di suggerire azioni istantanee, traducendo segnali, indicazioni e conversazioni.
E ancora, la crescente diffusione di apparecchiature che monitorano l'ambiente in generale e che potranno reagire automaticamente a quanto accade.
Ciò, con telecamere che comprenderanno sempre meglio quanto inquadrano, distinguendo persone, animali, veicoli, seguendo i movimenti, e che potranno prendere decisioni autonome, azionando attuatori e pilotando robot. Impieghi avveniristici, i cui prodromi sono già in atto, tuttavia, e mostrano che l'IA potrà infiltrare capillarmente e potenziare, ma pure condizionare, la connessione tra le persone, tra l'uomo e l'ambiente, tra le componenti di quest'ultimo.
In tal modo, l'intero ecosistema nel suo complesso.
Con il risultato finale, in ultima analisi, di osservare e classificare globalmente il mondo fisico, rendendone disponibile il contenuto per un utilizzo centralizzato, che deve essere, però, a vantaggio dell'interesse collettivo e, dunque, ben referenziato. Dato che l'IA potrà travalicare il confine tra l'essere una mera applicazione e divenire una caratteristica strutturale dell'ossatura che muove il pianeta.
Costi, sviluppi e valenze
Nel bene e nel male, con costi ed effetti molteplici. In primis quelli dovuti alla crescita dei suoi consumi energetici che, secondo la International Energy Agency (IEA), vedi Figura 1 e 2 nel PDF, e altri osservatori, arriveranno a costituire a fine decade la metà dell'assorbimento complessivo dei Data Center, il quale potrà raggiungere alla stessa data la quota del 3% del consumo elettrico globale.
Il doppio rispetto all'1,5% del 2024.
Una tendenza sostenuta dal progressivo incremento dei DC, in termini di potenza e di numero, pari quest'ultimo
attualmente a circa 12.000 (Figura 3 nel PDF).
Una conseguenza del contemporaneo espandersi della digitalizzazione e dello sviluppo dell'IA, che stanno esercitando una pressione al rialzo sui prezzi dell'elettricità.
Assorbimenti elettrici e costi destinati ad aumentare, come confermano gli indicatori regionali, visto che nel 2024 i quasi 5.000 DC statunitensi hanno consumato 180TWh, circa il 4% della domanda totale statunitense di 4.200 TWh nel 2025, secondo gli ultimi dati della Energy Information Administration (EIA).
Una richiesta che le proiezioni dicono potrebbe più che raddoppiare entro il 2030, raggiungendo negli USA 426 TWh, mentre gli addebiti delle bollette elettriche residenziali sono cresciuti mediamente più di 1/4 in 5 anni, passando da 114 $ al mese nel 2020 a 142 nel 2025.
Un trend ulteriormente confermato dal fatto che gli Stati USA con il più alto numero di DC hanno registrato incrementi dei prezzi elettrici.
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Fonte: La Termotecnica febbraio 2026
Settori: Data center, Efficienza energetica immobili terziario e commerciale, Efficienza energetica industriale, Elettrotecnica, Energia, Informatica, Termotecnica industriale
Mercati: Data center
Parole chiave: Consumi energetici, Data Center, Efficienza energetica immobili terziario e commerciale, Termotecnica
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