Inquinamento luminoso: ambiente ed energia
Massimo Gozzi - Ordine Ingegneri Milano
I tanti risvolti della eccessiva invasività dell'illuminazione. Problematiche spesso ancora da approfondire nella prospettiva di una maggiore tutela ambientale.
Con il termine "Skyglow" si intende, nel mondo anglosassone, la luminescenza del cielo notturno causata dalle luci artificiali, causando la scomparsa della vista delle stelle. Se ne parla tanto, almeno in certi ambiti di studio sull'ambiente. Sebbene alcuni articoli e siti internet siano ritenuti affidabili ed autorevoli, trattare questo tema non è semplice in quanto i dati non sempre sono aggiornati e, talvolta, vengono presentati in modo confuso.
Non solo astronomia
Probabilmente la discussione sull'inquinamento luminoso può essere riportata all'attività scientifica dell'osservazione astronomica.
I risultati di osservazioni satellitari mostrano, infatti, che due terzi di tutti i grandi osservatori hanno già superato del 10% il limite critico della luminosità, ed è interessante rilevare come proprio i metodi ed i risultati ottenuti in questo campo possano aiutare a pianificare contromisure per ridurre l'impatto dell'inquinamento luminoso, estendibili alla protezione dell'ambiente notturno dalla luce artificiale (ad esempio sulla biodiversità, sul comportamento e sulla fisiologia degli animali e sulla salute umana).
Praticamente tutti gli esseri viventi sulla Terra si basano su ritmi legati alla luce; la flora e la fauna si sono evolute operando nel ciclo naturale di giorno e notte.
Ma ormai non esiste angolo del mondo che non abbia le sue <> artificiali.
Nel momento in cui si altera questo equilibrio con l'irraggiamento di luce artificiale sugli ecosistemi in cui vivono e si riproducono gli esseri viventi, vi è il rischio molto concreto di creare dei danni irreversibili. Inizialmente, alcune indagini (anni Novanta del Novecento) avevano evidenziato una mutazione comportamentale delle tartarughe di mare nella deposizione delle uova, in particolare le radiazioni luminose emesse dalle lampade ai vapori di mercurio (e quindi anche da tutte quelle lampade che hanno emissioni spettrali ampie) interferivano con lo spettro di sensibilità visiva di questi animali, che confondevano le luci delle lampade con la luce diurna. Sulle spiagge di nidificazione la minaccia è seria per la continuazione della specie stessa, pena la completa estinzione.
Ricerche più recenti (Light pollution is a driver of insect declines, 2020) dimostrano una diminuzione della popolazione di alcuni insetti a causa della interferenza della luce di origine antropica con la crescita, la mobilità, la nutrizione e le possibilità riproduttive di diverse specie di insetti, in aggiunta alle accresciute opportunità di predazione degli insettivori.
L'aspetto energetico nella illuminazione pubblica Strettamente legato all'inquinamento luminoso sta l'illuminazione pubblica, tradizionalmente considerata un servizio irrinunciabile da parte delle municipalità, oggi messa in discussione anche a causa dell'aumento del consumo di energia elettrica, legato a sua volta alla emissione di gas climalteranti. Le amministrazioni dovranno necessariamente operare delle scelte, in modo lungimirante, durevole e consapevole, che potranno prendere in considerazione anche le ricalibrazioni delle accensioni e degli spegnimenti degli impianti d'illuminazione.
Tuttavia, gli spegnimenti annunciati da molte amministrazioni, pensati principalmente per questioni economiche di riduzione dei costi energetici, non sono sempre tecnicamente realizzabili, anche per questioni di rispetto delle norme tecniche e di sicurezza.
In assenza di dati nazionali, possiamo riferirci a quanto calcolato in un anno medio, solo negli Stati Uniti, dove l'illuminazione esterna utilizza circa 120 terawattora di energia, principalmente per illuminare strade e parcheggi. Si tratta di energia sufficiente a soddisfare il fabbisogno elettrico totale della città di New York per due anni!
DarkSky stima che almeno il 30% di tutta l'illuminazione esterna solo negli Stati Uniti venga sprecata, principalmente da luci non
schermate. Ciò equivale a 3,3 miliardi di dollari e al rilascio di 21 milioni di tonnellate di anidride carbonica all'anno!
Per compensare tutta questa anidride carbonica, dovremmo piantare 875 milioni di alberi ogni anno.
Un accenno poi alla illuminazione interna, anche non pubblica, non strettamente necessaria - in particolare negli edifici adibiti ad uffici vuoti di notte - che se ridotta contribuirebbe a contenere la dispersione di quella fonte luminosa nel cielo notturno.
Le norme
L'Italia non è dotata di una legge dello Stato per la tutela del cielo notturno ma, in compenso, denota una serie di leggi regionali ed una provinciale (Trentino). Ad esempio la legge regionale lombarda, approvata nel 2000, con successive modifiche fino al 2015 (LR 31/15) dimostra che da oltre vent'anni sono state introdotte norme in materia, ma poco è stato effettivamente applicato.
La norma più recente (UNI10819 del 2020) costituisce comunque uno strumento valido a supporto delle leggi regionali perché non prescrive valori ma definisce un metodo di calcolo e misura compatibili con i valori e i vincoli prescritti dalle leggi regionali stesse.
Effetti di rimbalzo
Gli ultimi due decenni hanno evidenziato una persistente ricerca di.... Continua nel PDF
Non solo astronomia
Probabilmente la discussione sull'inquinamento luminoso può essere riportata all'attività scientifica dell'osservazione astronomica.
I risultati di osservazioni satellitari mostrano, infatti, che due terzi di tutti i grandi osservatori hanno già superato del 10% il limite critico della luminosità, ed è interessante rilevare come proprio i metodi ed i risultati ottenuti in questo campo possano aiutare a pianificare contromisure per ridurre l'impatto dell'inquinamento luminoso, estendibili alla protezione dell'ambiente notturno dalla luce artificiale (ad esempio sulla biodiversità, sul comportamento e sulla fisiologia degli animali e sulla salute umana).
Praticamente tutti gli esseri viventi sulla Terra si basano su ritmi legati alla luce; la flora e la fauna si sono evolute operando nel ciclo naturale di giorno e notte.
Ma ormai non esiste angolo del mondo che non abbia le sue <
Nel momento in cui si altera questo equilibrio con l'irraggiamento di luce artificiale sugli ecosistemi in cui vivono e si riproducono gli esseri viventi, vi è il rischio molto concreto di creare dei danni irreversibili. Inizialmente, alcune indagini (anni Novanta del Novecento) avevano evidenziato una mutazione comportamentale delle tartarughe di mare nella deposizione delle uova, in particolare le radiazioni luminose emesse dalle lampade ai vapori di mercurio (e quindi anche da tutte quelle lampade che hanno emissioni spettrali ampie) interferivano con lo spettro di sensibilità visiva di questi animali, che confondevano le luci delle lampade con la luce diurna. Sulle spiagge di nidificazione la minaccia è seria per la continuazione della specie stessa, pena la completa estinzione.
Ricerche più recenti (Light pollution is a driver of insect declines, 2020) dimostrano una diminuzione della popolazione di alcuni insetti a causa della interferenza della luce di origine antropica con la crescita, la mobilità, la nutrizione e le possibilità riproduttive di diverse specie di insetti, in aggiunta alle accresciute opportunità di predazione degli insettivori.
L'aspetto energetico nella illuminazione pubblica Strettamente legato all'inquinamento luminoso sta l'illuminazione pubblica, tradizionalmente considerata un servizio irrinunciabile da parte delle municipalità, oggi messa in discussione anche a causa dell'aumento del consumo di energia elettrica, legato a sua volta alla emissione di gas climalteranti. Le amministrazioni dovranno necessariamente operare delle scelte, in modo lungimirante, durevole e consapevole, che potranno prendere in considerazione anche le ricalibrazioni delle accensioni e degli spegnimenti degli impianti d'illuminazione.
Tuttavia, gli spegnimenti annunciati da molte amministrazioni, pensati principalmente per questioni economiche di riduzione dei costi energetici, non sono sempre tecnicamente realizzabili, anche per questioni di rispetto delle norme tecniche e di sicurezza.
In assenza di dati nazionali, possiamo riferirci a quanto calcolato in un anno medio, solo negli Stati Uniti, dove l'illuminazione esterna utilizza circa 120 terawattora di energia, principalmente per illuminare strade e parcheggi. Si tratta di energia sufficiente a soddisfare il fabbisogno elettrico totale della città di New York per due anni!
DarkSky stima che almeno il 30% di tutta l'illuminazione esterna solo negli Stati Uniti venga sprecata, principalmente da luci non
schermate. Ciò equivale a 3,3 miliardi di dollari e al rilascio di 21 milioni di tonnellate di anidride carbonica all'anno!
Per compensare tutta questa anidride carbonica, dovremmo piantare 875 milioni di alberi ogni anno.
Un accenno poi alla illuminazione interna, anche non pubblica, non strettamente necessaria - in particolare negli edifici adibiti ad uffici vuoti di notte - che se ridotta contribuirebbe a contenere la dispersione di quella fonte luminosa nel cielo notturno.
Le norme
L'Italia non è dotata di una legge dello Stato per la tutela del cielo notturno ma, in compenso, denota una serie di leggi regionali ed una provinciale (Trentino). Ad esempio la legge regionale lombarda, approvata nel 2000, con successive modifiche fino al 2015 (LR 31/15) dimostra che da oltre vent'anni sono state introdotte norme in materia, ma poco è stato effettivamente applicato.
La norma più recente (UNI10819 del 2020) costituisce comunque uno strumento valido a supporto delle leggi regionali perché non prescrive valori ma definisce un metodo di calcolo e misura compatibili con i valori e i vincoli prescritti dalle leggi regionali stesse.
Effetti di rimbalzo
Gli ultimi due decenni hanno evidenziato una persistente ricerca di.... Continua nel PDF
Fonte: La Termotecnica dicembre 2025
Settori: Inquinamento, Termotecnica industriale
Mercati: Inquinamento
Parole chiave: Inquinamento, Termotecnica
- MASE - Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica
- EEA European Environment Agency
- EEA European Environment Agency
Prossimo evento
Crowne Plaza Hotel - San Donato Milanese - 25 giugno 2026
English



















